L’origine del nome non è ancora chiara, ma di certo Woolloomooloo deriva da una parola aborigena. C’è chi dice che potrebbe derivare da Wallamullah, che significa “luogo di grande ricchezza”, che invece sostiene che derivi da Wallabahmullah, termine con cui gli aborigeni indicavano un canguro dal manto scuro.
Ciò che è certo è che a dare il nome a questo quartiere emergente di Sydney fu il proprietario terriero John Palmer che proprio su queste terre costruì la prima casa, la Woolloomooloo House.
Ma se il passato coloniale,  marittimo e industriale ancora attanaglia questo lembo di costa racchiuso tra i Giardini Botanici e le dimore eleganti di Potts Points, oggi il quartiere sta cambiando volto, diventando uno dei luoghi più cool e raffinati della città, con ristoranti di pesce affacciati sull’acqua, hotel e appartamenti di lusso ricavati da ex magazzini dove oggi vivono le star (tra cui Russel Crowe) e gli yatch lussuosi ormeggiati nei moli.
Nonostante questo Woolloomooloo ci tiene a conservare il suo passato e quel fascino intramontabile che caratterizza i porti di approdo, dove le barche attraccano e salpano lasciando ancorate storie, lacrime ed emozioni.
Esplorare a piedi Woollomooloo
Passeggiare in questo quartiere è molto piacevole, in particolare nella stagione estiva quando i moli sono affollati di gente del posto seduta nei ristoranti, mentre spostandosi sull’interno si respira un’atmosfera sonnecchiante, carica di nostalgia e di silenzi. Una calma apparente, perché sotto questa bellezza placida c’è un quartiere creativo e in perenne movimento, dove le gallerie d’arte spalleggiano i piccoli negozietti indipendenti.

La Soho Art Gallery  è una delle gallerie d’arte più popolari di Sydney ed il luogo ideale per scoprire talentuosi artisti australiani affermati ed emergenti, aborigeni e non. Lo stesso quartiere è un museo a cielo aperto, con mostre che spesso occupano i moli di Woolloomooloo.

 

Il complesso Wooloomooloo Wharf, è l’attrazione principale del quartiere ed è stato ristrutturato in chiave moderna conservandone però il profilo coloniale e i tratti “marinari” dati da quei binomio di colori bianco-blu. Il complesso ospita appartamenti, ristoranti, negozi e hotel di lusso.

Fa quasi sorridere che in tutto questo glamour il posto più famoso di Woolloomooloo resti un piccolo chiosco storico: Harry’s Cafè de Wheels occupa un angolino del porto dagli anni ’30, servendo la migliore (secondo me) pie di Sydney. Se un tempo serviva marinai e soldati della Royal Australian Navy, vip e tassisti, oggi i suoi tortini salati hanno conquistato tutti gli abitanti.

Alcune navi della Royal Australian Navy sono ancora qui, ormeggiate di fronte ad Harry’s Cafè de Wheels: proprio nelle vicinanze, su Garden Island, si trova il Royal Australian Navy Heritage Centre, visitabile gratuitamente (si raggiunge solo con il traghetto).

Dove dormire e dove mangiare a Woolloomooloo

Woolloomooloo è un quartiere dove si va prettamente per mangiare o fare un aperitivo, approfittando dell’ottima selezione di ristoranti e locali. Per uno spuntino veloce e all’aperto vi consiglio di provare la Tiger Pie di Harry’s Cafè de Wheels, ma se cercate qualcosa di più sofisticato ci sono l’italiano Otto, l’indiano sofisticato Aki’s Indian Restaurant, l’australiano Riley St Garage per assaggiare le specialità locali in un ambiente ispirato al Meatpacking District di New York e il The Tibury Hotel, un bistrot molto trendy.

Gli hotel della zona sono piuttosto cari,a ma se potete permettervelo soggiornate all’hotel Ovolo Wooloomooloo, il prediletto dalla Fashion Week di Sydney. Potete comunque accedere alla  Lo Lounge aperta 24 ore, che include ristorante, cocktail bar e cafè.

 

In conclusione…

Vi consiglio di fare un giretto a Woolloomooloo se volete allontanarvi un po’ dai rumori del centro e scoprire un volto meno turistico e un po’ sofisticato di Sydney.

Come arrivare

Potete raggiungere il quartiere a piedi dai Royal Botanic Gardens o in alternativa con la linea di autobus 311. La stazione ferroviaria più vicina è quella di King Cross.