Con i suoi “gusci” bianchi che si confondono tra le vele della baia di Sydney, l’Opera House è uno dei simboli non solo della città, ma del Paese.

Non c’è turista (me compresa!) che appena atterrato a Sydney non si concede una passeggiata intorno a Circular Quay per ammirare questo gioiello che appare come una conchiglia che si apre accanto al mare, proprio di fronte al ponte di Sydney.

Non è solo una delle principali attrazioni, ma un teatro con un programma vario e completo,  che include concerti, lirica, balletti e spettacoli di vario genere. Se non intendete assistere ad uno spettacolo potete comunque visitarne l’interno con un tour.

Per quanto mi riguarda credo di aver passato quasi la metà del mio periodo in Australia di fronte all’Opera House, passeggiando attorno ai moli, per poi dirigermi verso The Rocks. Perché una visita alla Sydney Opera House è molto di più di una semplice foto da turista scattata all’esterno: è un luogo in cui ci si incontra, ci si dà appuntamento, si salpa verso altre spiagge, si coglie l’energia di Sydney che proprio qui è nata, si ammira il via vai di persone che poi si ritrovano per un aperitivo proprio sotto l’Opera mentre in sottofondo risuonano le note del didgeridoo mescolate al canto degli artisti di strada.

Storia 

L’Opera House è tante cose, tra cui anche Patrimonio dell’Umanità UNESCO, un progetto architettonico all’avanguardia per l’epoca in cui è stato realizzato.

Ci sono varie teorie discordanti su ciò che ispirò l’architetto danese Utzon per la Sydney Opera House: c’è chi sostiene che a dargli l’idea siano stati degli spicchi di un’arancia, mentre la sbucciava, chi dice i gusci delle lumache, chi le fronde delle palme, ma la versione più accettata sostiene invece che siano state le vele di una nave a dargli l’input.

Utzon vinse con il suo progetto un concorso indetto nel 1956 dal NSW su 233 candidature, nonostante non avesse mai visitato il sito, ma sfruttò il suo background marittimo per studiare le carte navali del porto di Sydney. Al tempo aveva 38 anni ed era pressoché sconosciuto.
La costruzione dell’Opera House iniziò nel 1958 e il teatro vide la luce 15 anni dopo. La struttura a gusci si rivelò una grande difficoltà per gli ingegneri e questo ritardò i lavori.  Sebbene l’architetto avesse progetti spettacolari e innovativi per quanto riguarda gli interni delle sale, non fu in grado di mettermi in atto, in quanto si trovò in contrasto con il nuovo primo ministro australiano Davis Hughes, che mise in discussione i costi sempre crescenti del progetto e iniziò a dubitare anche delle capacità dell’architetto danese. Nel 1966 Utzon rassegnò le sue dimissioni e lasciò l’Australia. Non vide mai la sua opera completata.

L’Opera House fu completata e inaugurata nel 1973 dalla Regina Elisabetta II, Regina di Australia. L’architetto non fu invitato alla cerimonia, né il suo nome menzionato durante nessuno dei discorsi.
Tuttavia nel 1999, quando era ormai diventato un famoso architetto in tutto il mondo, Utzon venne richiamato per una serie di lavori di rinnovamento del teatro e accettò di tornare a essere coinvolto nei progetti del teatro.

Nel 2003 Utzon vinse il Premio Pritzker, il riconoscimento più prestigioso di architettura a livello internazionale: la giuria del premio scrisse che «il teatro dell’opera di Sydney è uno degli edifici simbolo del XX secolo, un’immagine di grande bellezza conosciuta in tutto il mondo, oltre che un simbolo della propria città, della nazione e dell’intero continente». Gli venne, inoltre, dedicata anche una sala del teatro, the Utzon Room, nell’ottobre 2004.

La struttura

La struttura esterna è composta da una serie di gusci bianchi, tagliati da un’unica grande sfera: questo li rende un vero e proprio capolavoro di architettura moderna e di genio creativo. Ognuno dei gusci è composto da ribs, che letteralmente si traduce con costole di calcestruzzo coperte da piastrelle bianche che, a coppia, creano una sorta di volta.

Una delle sue caratteristiche principali è che da qualunque parte la si guarda, è sempre magica in quanto non ha un ingresso principale, quindi ogni lato è bellissimo.
All’interno potete visitare la Concert Hall, la sala principale, nonché la più capiente con 2679 posti a sedere, e contiene uno degli organi a canne più grandi al mondo. La seconda sala più ampia è il vero teatro dell’Opera, capace di accogliere circa 1500 persone. A seguire due sale più piccole per le rappresentazioni teatrali e lo Studio, una stanza dedicata alla creatività, infine la Utzon Room viene usata come sala per concerti particolari o conferenze stampa e fu inaugurata solo nel 1999.

Oltre alle sue cinque sale dove ha luogo ogni genere di performance artistica, esistono diversi punti di ristoro, un suggestivo ristorante e negozi con simpatici gadget e souvenir da acquistare come ricordo.

Come arrivare

L’Opera House si trova accanto ai Royal Botanic Garden e a pochi minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Circular Quay, nel cuore del CBD. Potete arrivare con varie linee di treno e autobus fino a Circular Quay o in traghetto.

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