È considerato uno tra i borghi più belli d’Italia, una piccola gemma incastonata tra le colline verdi a sud di Bologna, a soli 6 km da Imola, tra vigneti e dolci pendii.
Come capita spesso in luoghi come questi, si viene trasportati indietro nel tempo, tra vicoli dal fascino medievale e possenti bastioni, fossati e antiche mura che incorniciano il centro storico.
Ma Dozza è molto di più di questo: è un borgo dove le atmosfere medievali e il paesaggio rurale incontrano la street art che colora le facciate degli edifici con opere realizzate da artisti di ogni provenienza, italiana e straniera. Un melting pot creativo che rende questo luogo unico nel suo genere e un vero e proprio museo a cielo aperto, dove l’arte diventa parte integrante del paesaggio urbano e ogni angolo e galleria riserva una sorpresa, mentre in sottofondo si sentono i rintocchi del campanile che sovrasta la città. Ma non è tutto qui: questo piccolo borgo è un luogo per certi versi fiabesco dove si intrecciano storie di famiglie signorili, cavalieri e leggende di draghi che potete scoprire visitando la Rocca.
Devo dire che sono rimasta a dir poco affascinata da Dozza e credo sia un luogo unico nel suo genere e che vale la pena visitare. Se siete curiosi anche voi di scoprirla, eccovi un po’ di consigli su cosa vedere.
I murales 
L’emozione la si prova passeggiando tra le case, tutte decorate con splendide opere di street art, leggermente diverse da quelle a cui siamo abituati: alcuni dipinti sono più moderni, altri sembrano proprio dei quadri o una decorazione nata con la casa stessa. La collocazione dei murales è progettata per far sì che il disegno interagisca con l’architettura urbana: le opere avvolgono i portoni delle case, si inseriscono tra le finestre, sui soffitti delle gallerie, si fanno spazio tra colonne e porticati. Le tematiche sono tra le più diverse, dai draghi alle figure religiose, dai ritratti di famiglia ai paesaggi, passando per opere astratte ed elementi che rimandano alla vita di campagna e alla natura. Passeggiando per le vie non saprete davvero dove rivolgere lo sguardo tante sono le opere presenti e pensate che i primi murales sono stati realizzati negli anni ’60, grazie all’organizzazione della Biennale d’arte del Muro Dipinto durante la quale gli artisti dipingevano i muri sotto lo sguardo curioso di tanti residenti e non. Nelle successive edizioni questo evento è diventato sempre più famoso e ha portato al coinvolgimento di artisti di fama internazionale. Ad oggi sono più di 200 le opere realizzate che hanno trasformato questo borgo medievale in una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto unica al mondo e sempre visitabile.
La Rocca 

La possente Rocca Sforzesca che domina il borgo si può visitare pagando un biglietto d’ingresso di soli 5 euro. Voluta da Caterina Sforza, venne realizzata, assieme alle mura, alla fine del XV secolo sulle rovine di fortezze bolognesi del 1250 circa. Fu poi la famiglia bolognese Campeggi a trasformare la rocca da un edificio militare ad un palazzo signorile sul finire del ‘500. La Rocca passò in seguito, per via ereditaria, alla famiglia Malvezzi-Campeggi che vi dimorò fino al 1960.

All’interno potete visitare tanti ambienti, alcuni conservati in ottimo stato e con numerosi elementi originari, datati 1500. Al piano terra, subito dopo l’ingresso, troverete la cucina con numerosi utensili dell’epoca, la lavanderia e le prigioni, mentre al piano superiore, a cui si accede attraverso un ampio cortile interno, si trovano gli appartamenti nobiliari, con le camere da letto, gli ampi saloni delle feste, una piccola cappella e i bagni. Incantevole è la loggia, interamente affrescata.

Salendo ancora si arriva alle torri dove avrete una vista spettacolare sul borgo e sulle colline che incorniciano Dozza: una meraviglia! Ma sulla scalinata prima di salire passate a fare un saluto a Fyrstan, il drago di Dozza!

La leggenda del drago Fyrstan 

La leggenda narra che attorno al 1062 in una boscaglia paludosa nei pressi dell’attuale Dozza fu scoperto un mostruoso rettile che uccideva il bestiame e avvelenava i corsi d’acqua. Il Cavaliere d’Arme Cassiano Oroboni, che aveva già comandato le truppe imolesi contro i fiorentini,  fu incaricato di uccidere la bestia e si recò sul luogo con i suoi uomini. Trovato il rettile lo affrontarono ma, armati solo di balestre, non riuscirono ad annientarlo e dovettero battere in ritirata. Non è chiaro quale fu il destino della creatura perché ci sono testimonianze discordanti in merito, ma si pensa che a sconfiggerlo fu San Basilio. Questa leggenda ha ispirato i racconti di vari autori e poeti ed è diventata parte della cultura popolare; ancora oggi viene conservata e ricordata con una scultura che raffigura un gigantesco drago in una cella della Rocca.

Orari di apertura della Rocca:

Da novembre a fine marzo: 10:00-12:30 e 14:30-17:00 Domenica e Festivi 10:00-19:30
Da fine marzo a fine ottobre: 10:00-12:30 e 15:00-19:00 Domenica e festivi 10:00-19:00
Lunedì chiuso. Chiuso il 25 dicembre, 1° gennaio aperto solo in orario pomeridiano.

L’enoteca 

Nei sotterranei della Rocca è ospitata l’Enoteca Regionale dell’ Emilia Romagna, che vi consiglio di visitare perché trovate una vasta scelta di deliziosi vini di tutte le principali cantine locali, da quelli più economici a quelli più costosi, esposti in un ambiente davvero suggestivo.  Al wine bar potete fare delle degustazioni guidate da sommelier professionisti. Se siete appassionati di vino potrebbe essere un ottimo souvenir.

Chiesa prepositurale di S. Maria Assunta in Piscina

Nel centro storico merita una visita anche la Chiesa prepositurale di S. Maria Assunta in Piscina, costruita nel XII secolo sui resti di una precedente chiesa romanica.

L’atmosfera di Dozza
La cosa che più ho apprezzato di Dozza è il fatto che nonostante la crescente popolarità rimane un luogo accogliente e di grande semplicità, dove le persone ti sorridono e salutano per strada, dove tutti si conoscono e si trovano a chiacchierare in strada, dove i gatti se ne vanno beatamente a zonzo coccolati dai turisti. Ci sono pochissimi negozi di souvenir (io ne ho visto solo uno!)
Quando visitare Dozza?

Il periodo migliore per visitare Dozza è sicuramente da maggio a settembre, quando oltre a visitare il borgo potete prendere parte a tantissimi eventi dedicati alla cultura, all’arte e all’enogastronomia, come la “Festa del Vino” e la “Biennale del Muro Dipinto”.

Dove dormire? 

Personalmente non ho provato alcun alloggio, visto che Dozza dista neanche un’ora dalla mia città, ma ho visto un paio di soluzioni carine che vi vorrei consigliare:
  • B&B Accogliente Dozza, che si trova proprio nel centro storico, a pochi passi dalla Rocca, ed è perfetto se cercate una soluzione semplice e, come suggerisce il nome, accogliente.
  • Hotel Monte del Re che si trova su una collina circostante, da cui avere una splendida vista del borgo. È un’alternativa più sofisticata, con servizi come piscina e lounge, enoteca e spazi per eventi e cerimonie. È ricavato da un convento del 1200 completamente ristrutturato ed immerso nel verde.
Dove mangiare quali specialità provare

Le specialità proposte dai ristoranti della zona sono quelle tipiche emiliane, con deliziosi primi di pasta fresca con tagliatelle al ragù, strozzapreti alla salsiccia e Sangiovese, tortelli di ricotta con burro e salvia, che seguono taglieri di affettati e formaggi serviti con miele e marmellate.  Come secondi dominano le carni ai ferri, come fiorentina e castrato. Immancabile la piadina, che viene abbinata ai salumi e la ciambella a fine pasto.

Come ristorante ho provato il “La Corte di Caterina” che si trova proprio sotto la Rocca e offre una vista incantevole sulla valle. Ho trovato molto buoni gli antipasti con tagliere di formaggi servito con miele e fichi caramellati e anche gli strozzapreti con radicchio, salsiccia e Sangiovese.

la visuale dal tavolo del ristorante!

Percorsi escursionistici 

Tutt’intorno al borgo si snodano sentieri escursionistici da percorrere a piedi o sulle due ruote, quindi i più sportivi possono approfittare della visita al borgo per avventurarsi alla scoperta dei meravigliosi paesaggi di Dozza.