Il mio rapporto con Sydney (e l’Australia in generale) lo definirei di amore-odio. Un po’ come quello che c’è tra marito e moglie, fatto di conflitti giornalieri, sbuffi a destra e a manca, occhi all’insù all’ennesima pazzia della dolce metà per poi guardarsi negli occhi e capire che, in fondo, the real love ha sempre la meglio. E anche se ancora mi è poco chiaro perché il destino mi abbia riportato a Sydney per l’ennesima volta, oggi voglio fare un articolo un po’ smielato sui motivi per cui amo questa città, a parte le solite cose (tipo surfisti, surfisti, surfisti).

Cosa c’è di così bello a Sydney?

Il disordine

E dai facciamola finita con queste piante a griglia tutte ordinate e perfette! A differenza di altre città australiane costruite con stradine perfette tutte allineate a griglia, Sydney, essendo il primo insediamento dei coloni europei, si è sviluppata naturalmente e un po’ a casaccio, con un groviglio di strade che non seguono nessun ordine. Il centro è un guazzabuglio di colossi di cemento accanto a minuscoli edifici dal passato coloniale, e alcuni quartieri, anche turistici, non sono collegati direttamente tra loro quindi a volte si è costretti a dover passare per il centro allungando di parecchio il tragitto. Il caos è però vita: Sydney è viva, non segue logiche, nessun schema, riempiendo il cuore di una insospettabile pienezza impercettibile in altre città australiane.

L’Opera House

Sarà banale, scontato, ma l’Opera House è ciò che rende Sydney, Sydney. È quella cosa che rivedresti mille volte senza mai annoiarti, che continui a cercare con lo sguardo da ogni punto in cui passeggi attorno al porto solo per guardarla da un’altra angolazione. Senza poi mai accorgerti che, ebbene sì, in realtà ci puoi “camminare in mezzo”: e questo la rende ancora più spettacolare. Per me ha un significato speciale perché è proprio mentre la osservavo che il destino si è palesato di fronte a me e da lì la mia vita è cambiata. Ogni tanto sento la necessità di tornare a vederla: le sue vele bianche che sembrano muoversi soffiate dal vento del porto e brillano come perle sotto il sole cocente, mi fanno rinnamorare ogni volta di questa città.

Casette di un tempo

Nell’articolo su Campbelltown parlavo di una casetta, Emily Cottage, che ha circa 200 anni di storia alla spalle. Non è l’unico caso a Sydney. E mentre nuovi grattacieli spuntano qua e là, esistono interi quartieri di piccole casette a schiera che sembrano sostenersi l’una con l’altra. Con i loro balconcini in ferro, un piccolo cortile aggraziato e un giardinetto sul retro con alberi da frutto, palme e gatti che gironzolano qua e là. Quando ho passato tre settimane a Newtown a fare l’house sitter (in cui il mio compito primario era occuparmi di una gatta dolcissima e super affettuosa di nome Lulu), ho vissuto proprio in una casetta fiabesca del genere, con un interno tipicamente vintage e british!

Verde e oceano ovunque

Non esiste un quartiere a Sydney che non abbia il proprio parco. Ovunque girerete troverete angoli di verde e tranquillità, con tanto di palestra all’aperto, area giochi per bambini e quant’altro. E se questo non bastasse a circa 20 minuti da casa mia si trova il Royal National Park e a volte non serve nemmeno uscire dal centro per ritrovarsi a camminare praticamente nella giungla. Venendo non esattamente da una grande metropoli, effettivamente non mi ero mai accorta di quanto fosse bello essere circondata dal verde. E amo potermici rifugiare ogni tanto soltanto per sentire i bellbird che intonano splendide ninna-nanne tra gli alberi.
E poi c’è “lui”, l’oceano, una massa d’acqua infinita, che ogni tanto si arrabbia, si scontra con le scogliere rocciose per far sentire la sua presenza e farmi sentire l’odore di casa mia, a migliaia di km di distanza.

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Quando dico che l’Australia è un paradiso intendo proprio questo. La natura qui ha sempre la meglio sul cemento, la vera bellezza la si deve cercare fuori dal centro delle città, perdendosi tra le piccole baie, dove il mare ha dei colori che nemmeno a volerli dipingere sarebbero così perfetti, o sulle terre infuocate dell’outback di cui ancora ho impresso nella memoria un cielo così incredibilmente stellato che mi sembrava di non averne mai visto uno in vita mia. E in questi momenti realizzi che siamo davvero poca cosa di fronte a tutto ciò. #Sydney #coogeebrontewalk #Beach #sea #walking #australia #bay #travel #viaggio #worldexplorer #summer #bluesea #lovesydney #nature #holiday #viaggio #ontheroadagain #iger

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Incontri “animalosi”

Dopo un po’ che abiti in Australia ci fai quasi l’abitudine agli incontri ravvicinati con creature di ogni tipo in cui ti imbatti anche nelle passeggiate quotidiane. O mentre sei seduta comodamente nella panchina di un parco. E vieni “attaccata” da un cacatua dispettoso che cerca di rubarti gli occhiali da sole, probabilmente attirato dal colore delle lenti. O forse voleva dirmi che avrei dovuto inserirlo nei motivi per cui amo Sydney, quindi, tiè, eccoti accontentato! :-) Dai water dragon agli uccellini variopinti che saltellano tra gli alberi, parlandosi animosamente tra loro (cosa si diranno poi?), ti accorgi sempre di più che questa terra è ancora (e speriamo lo sia a lungo) la loro e ti chiedi a cosa servano gli zoo in un paese come l’Australia (e nel 2020!) dove gli animali si possono vedere così facilmente in libertà. Ancora non mi sono data una risposta.

Il mondo in una città

Cinesi, indiani, arabi, russi, sudamericani, ecc. ecc. per me la città perfetta è questa: un agglomerato di volti, colori diversi, lingue e accenti, religioni che convivono, ognuno ritagliandosi il proprio spazio. Sono stata al festival del capodanno cinese, al Ferragosto italiano, al festival francese e al mercato notturno del Ramadam e a tanti altri ancora. Ho assaggiato piatti che non avevo mai sentito in vita mia, ho meno paura di ciò che non conosco, mi emoziono quando sento una persona che parla inglese con un forte accento perché allora mi sento meno sola (tipo “we’re on the same boat, my friend!”).

L’amore

Non l’ho mai detto qui sul blog e a volte fatico anche ad ammetterlo a me stessa, ma sì, sono qui per amore. È che il trasferirmi e cambiare la mia vita per un umano di genere maschile mi è sempre sembrato così “poco da me” che ancora oggi fatico a credere di averlo fatto davvero. E forse non l’avrei mai fatto per nessun altro, ma questa volta sentivo dentro di me che era diverso da tutto ciò che avevo conosciuto prima. E l’essere qui da soli, lontani dalle nostre famiglie, ha reso il tutto ancora più difficile ma anche speciale perché possiamo contare solo su noi due e questa unione ci renderà sempre una famiglia l’uno per l’altro, comunque vadano le cose. Anche per questo Sydney occuperà sempre un posto speciale nel mio cuore.

Libertà

Potrei andare in giro in pigiama o con i capelli spettinati (questo sempre in realtà) e non solo nessuno mi direbbe niente ma nessuno nemmeno farebbe caso a me. Finalmente nessuna paranoia, nessun timore di non essere all’altezza e di non avere un outfit perfetto o le unghie in ordine. E la libertà è anche nella sicurezza. Posso andare in giro a qualunque ora e sentirmi sicura senza avere il terrore che qualcuno mi derubi o mi assalga. Mi sento libera e in pace con il mondo.

How you’re doing, mate?

Inizialmente ammetto che non dicevo mai “how are you doing” o “how are you going” perché mi sembravano semplici convenevoli, e se vogliamo anche un po’ finti (perché poi non è che a qualcuno interessa veramente di cosa rispondi), che non perdevo tempo e andavo dritta al punto. Poi in realtà ho capito che anche solo fermarsi due secondi per sorridere e chiedere “come stai?” in un mondo di gente iper-stressata, con il broncio e sempre in fretta è una bella cosa. E un segno di civiltà. E oggi cerco di dirlo il più possibile.

Sicuramente ci sono tante altre belle cose a Sydney, ma questa è per il momento la mia lista personale.

A presto e grazie per continuare a leggermi! :-)